Oltre un quinto degli italiani non sarebbe contrario al Fascismo

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I dati del rapporto “Gli italiani e lo Stato” curato da La Polis-Università di Urbino con Demos e Avviso pubblico raccontano di un paese in cui resta stabile la proporzione degli italiani che ha fiducia nella democrazia ma dove cresce il numero di coloro che vedrebbero di buon occhio un ritorno all’autoritarismo.

Lo riferisce Repubblica del 22 dicembre 2025 in un articolo di Fabio Bordignon e Alice Securo. “Il rapporto individua in una persona su cinque l’ampiezza del consenso sociale verso soluzioni autoritarie. Incluse quelle che rimandano, esplicitamente, all’esperienza del fascismo. – scrivono Bordignon e la Securo – Un’area che si allarga a circa una persona su tre, se includiamo gli incerti di fronte al bivio tra democrazia e autoritarismo.

Colpisce come l’esperienza del Covid abbia stretto gran parte della popolazione attorno alle istituzioni. Tuttavia spiegano Bordignon e la Securo, la componente di persone soddisfatte del funzionamento della democrazia è tornata, negli ultimi tre anni, sui livelli precedenti alla pandemia. “Oggi, come 12 mesi fa, si attesta poco sotto il 40%. Segno di un perdurante disincanto, interrotto, o per meglio dire “sospeso”, solo dall’emergenza”.

La quota di chi ritiene che, con tutti i suoi limiti, la democrazia sia comunque preferibile rispetto alle “alternative” è rimasta stabile nel corso del tempo, sopra i due terzi della popolazione (67%).

“È nel rimanente “terzo” – scrivono Bordignon e la Securo – ad essere cresciuta la frazione di chi ritiene preferibile, almeno in alcune circostanze, un regime autoritario: dal 14% del 2015 al 23% di oggi. Una percentuale cresciuta a scapito di coloro che, fino a dieci anni fa, si dichiaravano indifferenti rispetto alla scelta tra diversi tipi di regime, e oggi sembrano essersi radicalizzati”.”.

Secondo il nuovo sondaggio, gli aperti nostalgici ammontano all’8%: per loro, un ritorno al “ventennio” sarebbe la “migliore soluzione possibile” per l’Italia. Si aggiunge il 14% di chi ritiene il fascismo una “buona soluzione, per un breve periodo”. Sommando queste due componenti, si arriva al 22%.

“E non si tratta delle fasce più anziane della popolazione che, anzi, forse per vicinanza anagrafica e memoria storica, sono tra le meno in linea con questa opinione” suggeriscono Bordignon e la Securo.

I due giornalisti notano come le simpatie per il fascismo crescano soprattutto nelle fasce fra i 30 e i 55 anni, dove i giudizi positivi sul fascismo salgono ad oltre un terzo degli intervistati. E si impennano tra chi si si dichiara di destra (62%). “Va però sottolineata – aggiungono Bordignon e la Securo – la netta distinzione, interna alla stessa area politica, tra chi invece si colloca a centro-destra (29%).

Trasversale è l’idea che comunque la democrazia italiana, nella fase recente, abbia conosciuto un processo di deterioramento. Il 58% delle persone interpellate dal sondaggio condivide questa posizione.

FOTO: STONE TALES via facebook

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