I nostri antenati e la lotta contro l’afa: sorprendenti soluzioni dal passato

I più letti

Di Roberto Orsi da Thriller Storici & Dintorni del 10 agosto 2026

Ogni estate, ventilatori e condizionatori diventano alleati indispensabili contro l’afa. Ma come si affrontava il caldo quando l’elettricità non esisteva?

Molto prima dell’invenzione dell’aria condizionata, le civiltà del passato avevano sviluppato soluzioni ingegnose per rendere più sopportabili le giornate più torride, sfruttando ciò che la natura metteva a disposizione: acquaombraventilazione e materiali da costruzione.

Alcune di queste idee, sorprendentemente, sono ancora oggi fonte d’ispirazione per l’architettura sostenibile.

La prima grande alleata contro il caldo fu l’acqua. Gli antichi Egizi avevano ideato un metodo semplice ma efficace: appendevano canne o stuoie inumidite davanti alle finestre, così che l’evaporazione dell’acqua abbassasse la temperatura all’interno degli ambienti. Anche la ventilazione era studiata con attenzione: si aprivano le finestre delle pareti in ombra, evitando quelle esposte al sole diretto, per favorire il ricambio d’aria senza lasciare entrare il calore.

Lo stesso principio venne applicato, con soluzioni diverse, anche in altre regioni del vicino Oriente. Nei villaggi della Palestina, per esempio, ogni stanza ospitava un recipiente di terracotta pieno d’acqua appeso al soffitto: l’evaporazione contribuiva a rinfrescare l’ambiente. In Persia e in Mesopotamia, invece, i qanat e le foggaras, canali sotterranei che trasportavano l’acqua dalle sorgenti fino alle abitazioni, contribuivano anche a raffreddare l’aria, che veniva poi convogliata negli edifici.

L’acqua, però, non era l’unica risorsa a disposizione. Anche il vento poteva diventare un prezioso alleato. In Persia comparvero così le torri del vento, o badgir, ancora oggi visibili in Iran, Afghanistan e Pakistan. Erano alte costruzioni simili a camini, progettate per catturare il vento e convogliarlo all’interno delle abitazioni attraverso appositi condotti, creando una ventilazione naturale. In alcuni casi l’aria attraversava anche vasche d’acqua sotterranee, raffreddandosi prima di raggiungere le stanze.

Anche i Greci ricorrevano a sistemi di ventilazione attiva mediante ventole azionate manualmente o, in alcuni casi,grazie a mulini ad acqua.

Nella Cina antica, durante la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), l’ingegnere Ding Huan inventò una macchina sorprendente per l’epoca, considerato uno dei primi ventilatori meccanici della storia. Le sue sette ruote, del diametro di circa dieci metri e azionate dalla forza dei servi, erano in grado di creare una piacevole brezza negli ambienti chiusi.

Con il tempo, non furono soltanto acqua e vento a combattere il caldo, anche l’architettura divenne parte della soluzione. Nella civiltà romana, le case più ricche erano progettate attorno a cortili ombreggiati con giardini, fontane e vasche d’acqua che contribuivano a creare un microclima più fresco e piacevole. A questi si affiancavano ambienti seminterrati come i criptoportici, corridoi coperti dotati di piccole aperture che favorivano la circolazione dell’aria. Freschi e ombreggiati, erano utilizzati per passeggiare o conservare i cibi durante l’estate.

Nei secoli successivi queste conoscenze continuarono a evolversi. Tra il XVI e il XVIII secolo, le famiglie più agiate della Sicilia facevano costruire sotto le proprie dimore le cosiddette “camere dello scirocco“, ambienti sotterranei scavati nella roccia, dove un pozzo di ventilazione e la presenza dell’acqua contribuivano a mantenere una temperatura piacevolmente fresca anche nelle giornate più afose.

Il Rinascimento non fu da meno. L’architetto Andrea Palladio descrisse, nel secondo dei suoi Quattro libri dell’architettura,  a Villa Eolia, presso Vicenza, un sistema che definì “carcere dei venti“: una rete di cunicoli sotterranei collegata ad ambienti mantenuti freschi anche grazie all’acqua piovana. Attraverso rosoni e griglie ricavati nei pavimenti, l’aria fresca risaliva dalle cantine fino alle sale della residenza, mitigando il caldo estivo.

Per secoli queste soluzioni naturali rappresentarono il modo più efficace per affrontare l’afa. Soltanto con la Rivoluzione Industriale iniziarono gli studi che avrebbero cambiato radicalmente il modo di raffrescare gli ambienti. Nel 1834 l’inventore americano Jacob Perkins realizzò il primo prototipo di refrigeratore a compressione di vapore, gettando le basi della moderna refrigerazione. Pochi decenni più tardi, agli inizi del Novecento, Willis Carrier progettò il primo moderno impianto di aria condizionata.

Ma i sistemi escogitati per rinfrescare gli ambienti non erano l’unico modo per combattere il caldo. La lotta all’afa passava anche attraverso piccoli accorgimenti quotidiani che rendevano più sopportabili le giornate più torride.  Il ventaglio accompagnò intere generazioni dall’antico Egitto fino all’età contemporanea; il ghiaccio e la neve, conservati nelle ghiacciaie, rinfrescavano bevande e sorbetti destinati inizialmente ai più ricchi; l’acqua veniva custodita in recipienti di terracotta porosa che, grazie all’evaporazione, la mantenevano piacevolmente fresca.

Anche le abitudini contribuivano a rendere più sopportabili le giornate estive: si lavorava all’alba o nel tardo pomeriggio, riservando le ore più calde al riposo, mentre gli abiti di lino o cotone chiaro aiutavano a riflettere i raggi del sole.

Erano piccoli accorgimenti, frutto dell’esperienza accumulata nel corso dei secoli. Per migliaia di anni, infatti, l’uomo ha imparato a convivere con il caldo sfruttando le risorse offerte dalla natura e affinando, epoca dopo epoca, soluzioni sempre più ingegnose. Oggi basta premere un pulsante per rinfrescare una stanza, ma prima dell’arrivo dell’aria condizionata furono l’osservazione, l’ingegno e la capacità di adattarsi all’ambiente a rendere le estati più sopportabili.

- Advertisement -

Ultimi articoli

Quelle misteriose origini de “Le quattro stagioni” di Vivaldi

“Le quattro stagioni” di Vivaldi sono uno dei brani più famosi della storia della musica. La conduttrice della BBC...
- Advertisement -

Articoli simili