Letto con l’IA uno dei papiri di Ercolano carbonizzati 2000 anni fa

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Per la prima volta un intero papiro di Ercolano è stato letto senza aprirlo: PHerc. 1667, sigillato dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., è stato srotolato in digitale dall’inizio alla fine grazie ai raggi X e al machine learning

di Nino Grasso da Hardware Upgrade del 27 giugno 2026

Un rotolo carbonizzato di Ercolano è stato letto dall’inizio alla fine senza mai aprirlo. Il team della Vesuvius Challenge ha annunciato il 25 giugno di aver srotolato in digitale e decifrato per intero PHerc. 1667, il papiro che la comunità del progetto identifica come Scroll 4, rimasto sigillato dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. È il primo papiro ercolanese recuperato integralmente, colonna dopo colonna, senza toccarne le pagine.

Per quasi due millenni la biblioteca carbonizzata di Ercolano ha imposto un patto crudele: i rotoli sono sopravvissuti all’eruzione diventando però troppo fragili per essere aperti. Srotolarli a mano significava distruggerli, e centinaia di volumi sono rimasti chiusi, con il loro contenuto preservato ma irraggiungibile.

PHerc. 1667

PHerc. 1667 è quanto resta di un rotolo più grande. I tentativi di aprirlo a mano, nell’Ottocento e poi nel 1969 e negli anni Ottanta, ne hanno distrutto gli strati esterni lasciando solo il nucleo interno più compatto, circa 8 cm rispetto a un’altezza originale di 19-24 cm. Da quella porzione superstite il team ha ricostruito poco più di 1,4 metri di papiro e una ventina di colonne di greco, trascritte e revisionate da papirologi.

Il testo è un trattato filosofico di etica di matrice stoica, datato al II secolo a.C. Ruota attorno alla natura umana, all’impulso e al progresso morale dell’individuo. L’ultima colonna conservata cita Aristocreone, nipote e discepolo del grande stoico Crisippo, un riferimento che insieme alla lingua e ai temi colloca l’opera in ambito stoico. A causa dei danni alla superficie le letture restano frammentarie, con lacune dove il papiro è perduto, ma diversi passaggi tornano leggibili per la prima volta dopo duemila anni.

Raggi X e machine learning al posto del bisturi

La lettura non passa più dalla lama. Le scansioni sono state acquisite con microtomografia a raggi X a contrasto di fase ad alta risoluzione sulla beamline BM18 dell’European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble, l’unico strumento capace di risolvere gli strati sottilissimi e fittamente avvolti di un rotolo ercolanese.

Il lavoro è stato condotto in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”, che custodisce i papiri. A partire dai volumi il gruppo ha ricostruito la geometria del rotolo, ne ha tracciato e appiattito la superficie in un foglio leggibile e ha addestrato modelli di machine learning a individuare l’inchiostro, quasi indistinguibile dal papiro carbonizzato sottostante.

PHerc. 1667

Il risultato va oltre il singolo rotolo. Su PHerc. Paris 4 (lo Scroll 1 del progetto) una tecnica a risoluzione ancora maggiore ha reso l’inchiostro direttamente visibile nei dati tridimensionali a raggi X, segmentabile in 3D e sovrapponibile al testo letto durante il Grand Prize 2023 in corrispondenza uno a uno, una conferma indipendente che la lettura è reale.

PHerc. Paris 4

Su un terzo papiro, PHerc. 139, sono stati recuperati titolo e attribuzione: l’opera è identificata come Filodemo, Sugli dei, libro 8. Leggere il titolo di un rotolo ancora chiuso permette agli studiosi di sapere cosa contiene prima ancora di analizzarne il corpo.

PHerc. 139

Tutto il materiale è aperto: dati tomografici, superfici ricostruite e trascrizioni sono rilasciati con licenza Creative Commons e archiviati all’ESRF, mentre il codice è su GitHub. La Vesuvius Challenge, nata nel 2023 da un’idea di Brent Seales con Nat Friedman e Daniel Gross sulla scia del lavoro pionieristico di EduceLab, chiarisce che il metodo è pensato per scalare. Restano sigillate centinaia di rotoli, un’intera biblioteca di filosofia e poesia da riportare alla luce un papiro alla volta.

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