È finalmente in edicola Storia in Rete con lo speciale n. 21 (settembre-novembre). Un numero di 112 pagine a €11,90 che ruota attorno al dossier centrale dedicato al fenomeno del collaborazionismo.
Un fenomeno non nuovo – pensiamo agli “afrancesados” durante le invasioni napoleoniche d’Europa – ma che nel Novecento ha riguardato milioni di persone, lacerando nazioni e coscienze individuali.
Come rapportarsi col nemico? Assecondarlo per evitare danni maggiori alla propria patria? Fare resistenza passiva? Unirsi alla sua battaglia ideologica o magari far finta di sposarla per spuntare condizioni migliori? Tutti meccanismi di difesa degli interessi nazionali che troppo spesso sono stati liquidati o sottovalutati, ignorando la profondità di un fenomeno complesso e sfaccettato.
Da Napoleone ai regimi comunisti dell’Est, dalla Francia di Vichy alla Repubblica Sociale Italiana, dalle guerre intestine in Ucraina ai movimenti patriottici in Scandinavia e Ungheria fino alla “mezza vittoria” spuntata dai Giapponesi con la liberazione dell’Asia dal colonialismo bianco, una panoramica sui regimi che hanno cercato di trasformare un’occupazione straniera in un’opportunità o di salvare il salvabile nell’ora più buia.

E ancora, la guerra fra Storia e wokeismo combattuta (con discutibile strategia) fra Donald Trump e l’istituzione dello Smithsoniano in un’intervista all’autore che per primo ha studiato in Italia il fenomeno della cancel culture – Enrico Petrucci – e le origini materiali del wokeismo che emergono da un interessante documento della CIA sugli intellettuali francesi del Sessantotto, da finanziare perché “troppo snob per fare una rivoluzione vera”, spiegati dal politologo Guido Taietti.
E poi nuove luci sul caso del giornalista Mauro De Mauro, fatto sparire dalla mafia, e il ritorno di Giovannino Guareschi con un libro e una fiction.
E come sempre tante rubriche: Storie & Notizie, Curiostory, I Mattini dei Maghi, La nostra Africa, Libri & Recensioni e molto altro. Storia in Rete è sempre la rivista dove la Storia non è mai scontata o banale ma cerca di essere un luogo di dibattito, scoperta, provocazione. Imperdibile, per chi ama interrogarsi sul passato per comprendere meglio il presente.


