Nel 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, un pontefice beatificato entra inaspettatamente nella storia americana. Secondo le nuove ricerche condotte da Monaldi & Sorti per il loro romanzo Unicum Opus (Rizzoli BUR), papa Innocenzo XI (1611-1689), nato in una ricchissima famiglia di banchieri, ebbe un ruolo chiave nella rete finanziaria anglo-olandese che determinò:
- le origini di New York, fondata dalla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, segretamente controllata da un socio d’affari del Papa e della sua famiglia;
- il finanziamento della Rivoluzione americana, in larga parte sostenuto dalla finanza anglo-olandese.
1 – DAL ROMANZO ALLA STORIA VERA
Unicum Opus (Rizzoli BUR) è il volume finale della serie iniziata 24 anni fa con Imprimatur, firmata dalla coppia Rita Monaldi e Francesco Sorti, cui si è aggiunta negli ultimi libri la figlia Theodora Maria, ora leader della squadra.

Unicum Opus è un doppio romanzo-inchiesta in forma di tête-bêche: due copertine e due storie stand-alone, che però si intrecciano nella trama e nei personaggi, e chiudono la serie in sette romanzi iniziata nel 2002 col bestseller Imprimatur.

Protagonista della serie è l’abate Atto Melani (1626-1714), cantante castrato, diplomatico e agente segreto del Re Sole. Melani fu inviato speciale della Francia a Roma nei conclavi, dove si scontrò aspramente con Innocenzo XI Odescalchi, l’“antieroe” dei romanzi di Monaldi & Sorti (che giunse a minacciare Atto di scomunica).

Gli autori hanno ricostruito la “doppia vita” del pontefice di Como e della sua rete di interessi economici dietro le quinte della storia USA, dalla fondazione di New York alla Rivoluzione americana che portò alla dichiarazione di indipendenza di cui quest’anno si festeggiano i 250 anni sotto la sigla America250.
L’indagine è stata condotta in oltre quindici archivi in tutto il mondo (Parigi, Amsterdam, Utrecht, Monaco, Stoccolma, Madrid, Svizzera, USA e Italia) grazie alla recente digitalizzazione di milioni di documenti, che ha permesso a Monaldi & Sorti, usando anche speciali software di riconoscimento delle antiche scritture a mano, come la piattaforma Transkribus, di “chiudere il cerchio” iniziato in Imprimatur.
Nelle oltre 5mila pagine della loro serie si susseguono avventure, guerre, amori contrastati, trame e sottotrame, ma un filone cruciale è quello della grande finanza che guida segretamente i destini della Storia attraverso la figura enigmatica di papa Odescalchi.
2 – TRAFFICO D’ARMI E GUERRA DI RELIGIONE
Negli anni Venti del Seicento la ricchissima famiglia di banchieri comaschi Odescalchi possiede una grande rete di filiali e agenti in Olanda, Germania, Spagna, Polonia e in varie città italiane. Gli Odescalchi fanno parte delle grandi famiglie di mercanti-banchieri della Valtellina, importante snodo politico-economico tra la Lombardia cattolica e l’Europa del Nord luterana e calvinista. Nel 1611 nasce Benedetto Odescalchi, futuro papa Innocenzo XI e beato, che viene avviato alla carriera nell’azienda di famiglia.
Nel 1618 scoppia la Guerra dei Trent’anni, che sconvolgerà l’Europa causando 12 milioni di morti. È l’ultima grande guerra di religione tra cattolici e protestanti, e si allarga a tutto il continente, dalla Russia al Portogallo, dall’Italia alla Svezia.
La famiglia del futuro papa Odescalchi ha un’importante filiale a Genova. Qui si svolge un febbrile commercio bellico con Olanda e Germania. Mentre gli eserciti cattolici e protestanti si massacrano, i mercanti d’armi fanno affari senza distinzione, i cattolici con i protestanti e i calvinisti, e viceversa, mirando solo al profitto.
«I governi nazionali, compresa la Chiesa che si serviva dell’Inquisizione, non avevano ancora un’industria militare propria, e non riuscivano ad arginare il doppio gioco dei loro fornitori», spiegano Monaldi & Sorti, «che armando entrambe le parti in gioco raddoppiavano i guadagni».
Gli Odescalchi (che avevano già in famiglia sacerdoti e vescovi) non esitano ad approfittare del sistema. Nel 1626 troviamo Benedetto Odescalchi apprendista in azienda a Genova, dove suo zio Papirio gli insegna l’arte della mercatura. Negli anni successivi la famiglia si arricchisce enormemente grazie alla guerra e al commercio “trasversale” con i nemici del cattolicesimo.
3 – I SOCI OLANDESI, I BARILI D’ORO E LA WEST INDIA COMPANY
Tra i principali partner commerciali degli Odescalchi ci sono ad Amsterdam gli olandesi Bartolotti, grande clan calvinista d’origine bolognese. «Tra le due famiglie si formò un legame organico: gli Odescalchi anticipavano la liquidità con cui i Bartolotti operavano sui mercati», dicono Monaldi & Sorti, «commerciando anche in metalli preziosi: ad esempio intere partite di barili d’oro e argento, come rivela la contabilità della filiale Odescalchi di Norimberga che abbiamo consultato nell’archivio di Stato di Roma».
Gli ingenti capitali così guadagnati saranno poi investiti da Benedetto Odescalchi a Roma, nella carriera ecclesiastica che lo porterà fino al soglio di Pietro.
Mentre il conflitto si allarga sempre di più, i Bartolotti sono impegnati anche in una grande operazione internazionale: il lancio della WIC (West India Company), la compagnia coloniale olandese nel continente americano.
4 – LA FONDAZIONE DI NEW YORK E L’ACQUISTO DI MANHATTAN: UN ATTO DI FEDE
«La WIC è un progetto di conquista militare ed economica, ma anche un disegno religioso e profetico. È un’operazione politico-ideologica a fondo perduto: non a caso sul lungo periodo il valore delle azioni WIC si azzererà», commentano Monaldi & Sorti.

Obiettivo della WIC è scacciare gli altri grandi colonizzatori delle Americhe: i cattolici spagnoli. Sulle navi della compagnia e nelle colonie risuonano le arringhe messianiche dei predicatori calvinisti, e il Nuovo Mondo sarà lo strumento della volontà divina.
La madrepatria europea viene “raddoppiata” insieme alla sua fede: la WIC fonda nel 1624 Nieuw Nederland e due anni dopo New Amsterdam, che una volta conquistata dagli inglesi verrà ribattezzata New York. E sono sempre gli olandesi della WIC ad acquistare dalle popolazioni native l’appezzamento di terra che oggi chiamiamo Manhattan. Anche la fondazione di altre celebri località americane risale alla WIC: da Brooklyn a Hoboken, dal Connecticut al Delaware e al New Jersey.

«La WIC però non sarebbe mai esistita senza i Bartolotti, i soci degli Odescalchi», sottolineano Monaldi & Sorti.
Al momento di raccogliere i capitali necessari per varare la WIC, infatti, la propaganda delle autorità olandesi è fortissima (viene organizzato anche un vero e proprio roadshow in varie città), ma gli investitori non si fidano e le azioni restano in gran parte invendute. Intervengono allora i Bartolotti con un finanziamento segreto, che nei libri contabili viene celato da sigle in codice, che sono state decifrate solo in tempi moderni. «La WIC venne mascherata da public company» spiegano gli autori, «ma in realtà era un’emanazione governativa garantita dai partner di Benedetto Odescalchi».

I Bartolotti diventano anche bewindhebber (direttori) della compagnia, che con leggendari esploratori come Peter Stuyvesant e Peter Minuit pone i primi tasselli simbolici della futura potenza americana.
I capitali dei cattolici Odescalchi per i calvinisti Bartolotti, e la WIC che fonda New York: un futuro papa beato dietro alla nascita della Grande Mela. Non si tratterà forse di un episodio isolato, di un inciampo del destino, di un casuale cortocircuito della storia?
5 – LA CARRIERA A ROMA E I PRESTANOME REZZONICO
«Lasciamo rispondere i fatti», dicono Monaldi & Sorti; «basti pensare che il rapporto tra la rete Odescalchi e la storia americana va molto oltre, addirittura fino alla Guerra fredda».
Dopo l’esperienza a Genova, Benedetto Odescalchi veste i gradi di ufficiale e fa un’esperienza militare in Germania (negata dagli agiografi ma ben documentata). Poi torna in Italia, eredita i ricchissimi beni di famiglia e grazie ad alcune importanti raccomandazioni inizia la carriera a Roma, diventando cardinale ancora giovanissimo (1645).
Da Roma segue puntigliosamente tutti i suoi interessi economici. In Olanda adesso ha perfino dei parenti di Como, emigrati e legati alla grande aristocrazia delle banche e del traffico di schiavi, ma nelle sue lettere finge di non conoscerli. In teologia è ignorante, ma i modi taciturni lentamente gli procurano una fama di asceta, che nel 1956 gli frutterà la beatificazione. È tra i candidati papabili nei conclavi del 1667 e 1670, infine viene eletto nel 1676.
Nel frattempo, grazie a un sistema di prestanome con base a Venezia, ha allargato la sua rete finanziaria segreta a importanti finanzieri calvinisti tra cui i Neufville (vicini di casa dei Bartolotti della WIC) e i Deutz.
«Come “schermo” usava suo fratello Carlo e i cugini della famiglia Rezzonico, anch’essi di Como ma ben piazzati a Venezia dove sono procuratori di borsa e promoter finanziari», dicono Monaldi & Sorti, che in una biblioteca di Dublino hanno trovato le prove dell’ospitalità fornita a Venezia dai Rezzonico ai leader calvinisti francesi più ostili alla Chiesa cattolica.

6 – LA RETE ODESCALCHI E LA RIVOLUZIONE AMERICANA
La rete Odescalchi, con il suo gioco di prestiti e di conti correnti offshore in Olanda e a Londra, in terra di “eretici” come li considerava la Chiesa, non è politicamente neutra, al contrario. «Nell’Olanda calvinista, denaro e potere erano tutt’uno. Fare affari con i grandi capitalisti di Amsterdam significava legarsi alla loro politica».
I documenti scoperti nel 2025 negli archivi di Amsterdam da Monaldi & Sorti che rivelano l’intesa segreta tra i futuro papa e i nemici calvinisti e pubblicati in Unicum Opus mostrano che le rivelazioni iniziali del loro romanzo di esordio Imprimatur nel 2002 (il Sunday Times vi dedicò una paginata) erano solo la punta dell’iceberg: «C’è molto di più di meri prestiti e favoritismi: il cluster finanziario Odescalchi era in diretto contatto con i finanziatori dell’esercito golpista che nel 1688 scaccia per sempre gli Stuart e il cattolicesimo dall’Inghilterra», rivelano Monaldi & Sorti; «abbiamo potuto rintracciare gli assegni, chiamati allora “lettere di cambio”, intercorsi tra i prestanome di Innocenzo XI e i fornitori di vettovaglie e cannoni agli invasori».
Il governo golpista di re Guglielmo fonderà poi la Bank of England (1694), prima banca di stato, che attrae capitali da tutti mercati e rivoluziona l’economia moderna. «Da questo momento il baricentro geopolitico si sposta verso il nord Europa, e condurrà nel secolo successivo alla nascita del Commonwealth e alla futura egemonia atlantica», illustrano Monaldi & Sorti, «e il destino non si decide più nel palazzo apostolico di Roma o nelle corti di Madrid e Parigi, ma nelle grandi banche e nelle borse di Amsterdam e Londra, nuovi polmoni finanziari d’Occidente.

Grazie ai soci degli Odescalchi tramonta l’epoca dei banchieri toscani, del fiorino d’oro amaramente evocato da Dante e dell’economia monetaria. Nasce qui la finanza moderna “di carta”, basata su future, rischi e scommesse di borsa. Veloce, spietata, ma efficiente nel perseguire i propri scopi».
Protagonista del cambiamento è la rete Odescalchi: i Deutz inventano i fondi comuni di investimento e i prestiti privati agli stati (così li commemora ancora oggi nel suo sito la Borsa di Amsterdam), i Neufville diventano i banchieri della Rivoluzione americana, i Rezzonico a Venezia fanno da broker ai grandi capitalisti tedeschi, olandesi e inglesi, tra cui gli eterni Bartolotti (e guarda caso di lì a poco piazzeranno sul trono papale uno dei loro, Clemente XIII Rezzonico, dopo avergli comprato il cardinalato con una mazzetta da 30 mila scudi).

Quando gli stati americani del Nord vogliono scrollarsi di dosso il giogo inglese cercano appoggi in Europa: da Austria e Prussia e francesi ricevono solo rifiuti, ma viene firmato un trattato segreto in Germania tra il negoziatore americano William Lee e il coraggioso olandese Jean Neufville, che diventa così il “banchiere della Rivoluzione” (definizione di uno storico USA), fornendo armi e capitali freschi a George Washington, a Benjamin Franklin e agli altri padri della patria.

7 – I NEUFVILLE: DA GEORGE WASHINGTON ALLA GUERRA FREDDA
I rapporti personali parlano chiaro. George Washington regalerà a Jean Neufville il proprio leggendario ritratto, dipinto da John Trumbull e oggi al MOMA di New York. Nelle sue lettere ai Neufville si confessa «profondamente debitore della vostra benevolenza nei confronti del mio Paese e di me stesso, sia personalmente sia come cittadino degli Stati Uniti d’America».
«Alla fine i Neufville faranno fallimento, perché i rivoluzionari non sono mai buoni clienti», notano Monaldi & Sorti, «e il figlio ed erede di Jean morirà in manicomio, ma la nascita dell’America è ormai avviata e la stirpe dei Neufville mette radici a New York, restando fedele per sempre agli interessi americani, fino alla Guerra Fredda».
Uno degli epigoni infatti, Lawrence Neufville (1913-1997), affascinante figura di 007 nel mondo della cultura, sarà agente speciale della CIA in Europa, reclutando intellettuali, scrittori e artisti per lo scontro ideologico contro la Russia sovietica.
8 – GLI ANNIVERSARI
Non solo c’è America250. Il 2026 coincide anche con i 70 anni dalla beatificazione di Odescalchi, i 350 anni dalla sua elezione e i 400 anni dalla nascita di Atto Melani, che sarà al centro di mostre e convegni a Roma, Firenze, Parigi, Pistoia e Livorno, oltre alla pubblicazione integrale di tutta la serie dei romanzi di Monaldi & Sorti con Rizzoli BUR, in edizione aggiornata con le loro ultime scoperte.
L’anniversario coincide anche con la scoperta dell’archivio di Atto Melani, perduto dal 1907 e appena riscoperto da Monaldi & Sorti, sul quale è in corso fino al 30 agosto una mostra alla biblioteca Labronica di Livorno ideata a curata da loro. Seguirà una giornata di studio il 10 settembre all’Archivio di Stato di Firenze, in cui interverrà il Direttore generale degli Archivi del MIC, Antonio Tarasco, che recentemente in Senato – in un incontro sull’archivio Melani, su iniziativa della senatrice renziana Daniela Sbrollini (Commissione Cultura), e con un ampio parterre di storici, soprintendenti e archivisti – ha ufficialmente annunciato di aver concordato con la divisione Rai Libri «una collana di romanzi storici ispirata a Monaldi & Sorti». Il 27 maggio è stata affidata a Monaldi & Sorti una commemorazione di Atto Melani alle Journées Italiennes dell’Opera Comique di Parigi.


