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L'Insolita Storia

Il Palazzo dei Congressi di Libera: il cinema, Denver e l’architettura sovietica

Il Palazzo dei ricevimenti e dei congressi, capolavoro di Adalberto Libera e simbolo dell’Eur, si è conquistato negli anni un ruolo da protagonista nel cinema contemporaneo. A differenza del meno noto Istituto di Cultura del Genio che è diventato un simbolo cinematografico della rappresentazione del Ventennio, il Palazzo dei Congressi ha ricoperto un’infinità di ruoli.

L’ultimo dei quali ha quasi dato vita a una piccola polemica a Denver, Colorado. Visto che nel posta-pocalittico post-pandemico The Dog Stars – Le stelle dopo la fine di Ridley Scott l’edificio dell’EUR ha finito per interpretare il municipio di Denver, capitale dello stato del Colorado. Il Denver City and County Building è un edificio quasi coevo al Palazzo dei Congressi, fu realizzato nel 1932 sette anni prima della posa della prima pietra dell’edificio di Libera, ma di tutt’altro stile, trattandosi del classico neoclassico con elementi beaux arts per edifici amministrativi statunitense che da fine ‘800 è sopravvissuto fino ai primi anni ’30.

Denver City and County Building (via Commons By ALindgren74 – CC BY 4.0)

Il cinema è finzione ed è inevitabile che luoghi diversi siano utilizzati per interpretarne altri. Il più delle volte la dissonanza è colta solo da pochi appassionati e la magia del cinema funziona. Celebre il caso di Mario Bava che gli inseguimenti da “Costa Azzurra” del suo Diabolik del 1968 è realizzata tra Castel Gandolfo e il Lago di Albano e a Sperlonga.

Altre volte, quando ci sono di mezzo edifici celeberrimi, può diventare straniante. È il caso di Tom Cruise che in Mission Impossible 3 di J.J.Abrams sembra arrampicarsi sulle mura di viale Vaticano per poi ritrovarsi al cospetto della Reggia di Caserta con in sovraimpressione il cupolone.

Il Cupolone della Reggia di Caserta in Mission: Impossible 3

Una sensazione simile a quella che hanno provato gli abitanti di Denver che si sono trovati davanti al capolavoro di Libera con scritto Denver City Hall. Sicuramente non molti… visto che il film è stato un flop da entrambi i lati dell’Atlantico.

The Dog Stars è tratto dal romanzo omonimo di Peter Heller del 2012, scrittore nato e cresciuto a New York, laurea a Dartmouth nel New Hampshire, e da anni cittadino del Colorado, dove il romanzo è ambientato tra la natura incontaminata che separa le città di Denver e Grand Junction e i paesaggi delle Montagne Rocciose.

Il film di Ridley Scott, mantiene l’ambientazione in Colorado, ma è tutto girato in Italia. Le Dolomiti friulane, gli Appennini intorno ad Avezzano e il bosco di Macchia Grande a Manziana (tra il Lago di Bracciano e Cerveteri) diventano le Montagne Rocciose. Il fiume Tagliamento è il bacino del Colorado. Infine l’EUR si presta a diventare una Denver post-apocalittica.

Nell’intenzione di Peter Heller The Dog Stars deve molto all’ambientazione naturale dello stato delle Montagne Rocciose. Ambientazione che nell’adattamento di Ridley Scott in un certo senso è stata stravolta, proprio perché non ci troviamo di fronte a un luogo indefinito, come può essere il West per cui ormai l’Almeria degli Spaghetti Western è tanto West quanto le vere Montagne Rocciose.

Un elemento sottolineato nell’intervista della Colorado Public Radio a Heller dei primi di Settembre. Il giornalista Ryan Warner ha a che fare con un Peter Heller entusiasta del film, ma consapevole della sua natura di flop. E tra le domande c’è quella in merito agli “scenari” del film:

Warner: Questo film è stato girato in Italia. Da abitante del Colorado, ho provato una certa delusione nel vedere che Denver non sembrava proprio Denver. Il municipio di Denver è una specie di edificio in stile sovietico. Le montagne non sembrano affatto le Montagne Rocciose. C’è stata una parte di te che è rimasta delusa dal fatto che non sia stato girato in Colorado… o almeno nelle Montagne Rocciose canadesi, dove vengono girate così tante cose?

Heller: La pensavo così finché non ho visto la scena iniziale. E poi le Dolomiti sono fantastiche. E l’aeroporto di Erie nel film sembrava proprio Erie, in Alaska – in mezzo al nulla. I fiumi, quelle scarpate ripide… era semplicemente di una bellezza incredibile. Ho perso ogni traccia del mio spirito vendicativo da abitante del Colorado.[1]

Oltre agli apprezzamenti di Heller per la natura italiana, la cosa divertente è come il giornalista della Colorado Public Radio Ryan Warner (Bachelor’s degrees in political science and French, University of Missouri-Columbia; Master’s degree in broadcast journalism, Boston University) definisca il capolavoro di Adalberto Libera un edificio in stile sovietico. Forse una sensazione amplificata dalla scelta di porre sulla mensola vuota sulla facciata del Palazzo dei Congressi, dove originariamente era prevista una quadriga, quella che sembra una statua femminile in marcia. Statua monumentale che potrebbe avere reminiscenze sovietiche (in realtà degne di qualunque statuaria monumentale di metà Novecento come quelle del complesso spagnolo della Valle de Los Caidos).

Gli artisti della CGI si sono comunque sbizzarriti nel reinterpretare l’EUR, tanto che la prospettiva di Viale della Civiltà del Lavoro, tra Palazzo dei Congressi e Palazzo della Civiltà Italiana vede quest’ultimo sostituito dalla Chiesa di San Pietro e Paolo riletta in chiave anglicana-episcopale con un paio di campanili sulla facciata.

San Pietro e Paolo in variante episcopale-anglicana, da The Dog Stars

Ridley Scott (o i suoi location manager) deve comunque avere un debole per il Palazzo dei Congressi. In Tutti i soldi del mondo del 2017 il colonnato diventava la base del grattacielo della Getty Oil[2] e il piazzale antistante una vista di San Francisco.

Altra produzione in cui il capolavoro di Libera compare in diverse scene di interno è il Ripley Netflix del 2024, e sempre nello stesso anno interpretava il meno distante Aeroporto di Fiumicino.

A questo link un reel del dietro le quinte di The Dog Stars davanti al Palazzo dei Congressi.

Note

Da segnalare il sito

[1] – Ryan Warner, ‘The Dog Stars’ is a box office flop. How does Colorado author Peter Heller feel about it?, CPR News, 10 settembre 2026

Warner: This movie was filmed in Italy. I sat, as a Coloradan, with some disappointment that Denver didn’t look like Denver. Denver City Hall is this Soviet-block thing. The mountains don’t feel like the Rockies. Was there a part of you disappointed that this wasn’t filmed in Colorado… or at least the Canadian Rockies where so much stuff gets made?

Heller: I felt that way until I saw that opening scene. And then the Dolomites are fantastic. And the Erie Airport in the movie, it looked like Erie, Alaska – in the middle of nowhere. The rivers, those steep escarpments, it was just fantastically beautiful. I lost all my sort of vengeful Coloradan. 

[2] – Per gli appassionati il sito del Davinotti è l’enciclopedia delle location italiane

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