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Evola, a 50 anni dalla morte ecco la biografia che mancava

Bietti ha pubblicato un volume monumentale sul filosofo romano firmata da Andrea Scarabelli. Notizie e misteri di una “vita avventurosa”

di Manlio Triggiani da Il Barbadillo del 18 marzo 2024

Julius Evola è morto cinquant’anni fa, l’11 giugno del 1974. Il bilancio degli studi da allora effettuati è davvero molto positivo. A questa attenzione verso il pensatore romano hanno contribuito la Fondazione Julius Evola, la realizzazione dell’annuario “Studi Evoliani”, riviste tradizionali fra le quali “Vie della Tradizione”. Decisivo il discepolo di Evola, Gianfranco de Turris, segretario della Fondazione, che ha dedicato parte notevole del suo lavoro alla promozione e allo studio della vasta opera del filosofo. Dopo anni di “congiura del silenzio”, anche l’Accademia ha finito per dover fare i conti con la summa culturale di Evola. Così, la pubblicazione dell’opera omnia, la raccolta degli articoli comparsi sulle testate chhe avevano ospitato i suoi scritti per tanti anni, sono divenuti materiale disponibile per i ricercatori e i semplici lettori. Unico limite per comprendre tutta la dinamica del suo pensiero e il suo approccio alla modernità, la scarsissima conoscenza della sua biografia. I suoi punti di riferimento erano stati Nietzsche e Michaelstaedter, Wilde, Stirner, Baudelaire, Mallarmé, d’Annunzio, Weininger, Maeterlinck, ma non c’erano spiegazioni chiare. Perfino della sua famiglia si sapeva poco. Si è parlato tanto del suo titolo nobiliare ma non è mai stato certo che fosse davvero nobile. Insomma, poco si sapeva. Dipanare alcuni “misteri” era difficile anche perché interi carteggi erano scomparsi ed Evola non si era mai espresso sulla propria vita.

Andrea Scarabelli, Vita avventurosa di Julius Evola, Bietti ed., pagg. 737, euro 39

Evola filosofo (per alcuni controverso)

Risolvere il problema di una biografia, che non avrebbe certamente interessato Julius Evola, avrebbe però fatto bene all’interpretazione del personaggio e alla comprensione della sua opera. Risultato: quando si parlava di Evola, le descrizioni divergevano pesantemente: per alcuni era un “cattivo maestro” per altri un grande filosofo che aveva compreso tutto, per altri ancora l’ispiratore di trame, attentati o un mago.

Adesso, le cose sono cambiate: la prima biografia di Evola intesa non solo come biografia intellettuale (c’era già quella di Evola e il volumetto di Adriano Romualdi), ma come insieme di vicende utili per conoscere la sua visione del mondo.

L’autore, Andrea Scarabelli, vicesegretario della Fondazione Evola, è direttore della rivista “Antarès” e direttore di collane della casa editrice Bietti; autore del blog “Attuali e inattuali” (ilGiornale.it) con collaborazioni con le cattedre di Storia della filosofia dell’ateneo milanese e la Scuola romana di Filosofia politica. Ha trovato nell’archivio della Fondazione molti documenti inediti, oltre dieci anni fa cominciò a raccogliere notizie, dati, a frequentare archivi pubblici e privati, italiani e stranieri, riuscendo via via a conoscere notizie inedite, testimonianze, lettere, una mole vasta e inattesa di documenti. Scarabelli ha studiato e interpretato questo materiale e con attenzione da filologo ha ricostruito una biografia monumentale, Vita avventurosa di Julius Evola, edita da Bietti. I pregi di questo libro non sono solo nella quantità di notizie inedite ma anche nella spiegazione dei suoi insegnamenti, l’indirizzo che dava alla propria vita, la propria “equazione personale”, la disciplina che imponeva al proprio agire. E’ pregevole lo stile elegante della narrazione di Scarabelli, valorizzato da una scrittura semplice e ricca al tempo stesso. Non solo: spiega le idee che esprimono la visione del mondo del filosofo romano. Emerge un quadro d’insieme che restituisce il pensatore nel suo tempo e illustra bene la temperie culturale che anticipava già le profonde trasformazioni del secolo breve. E anche lo spartiacque della seconda guerra mondiale, il dopoguerra, il mondo di rovine nel quale si trovò a vivere, tutto è narrato rimarcando le sfide cui si trovò ad affrontare.

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Un libro per far chiarezza

Il libro parte dalla famiglia Evola e già fa chiarezza ricostruendo l’ambiente familiare, poi viene descritta la Roma artistica, futurista e dadaista, poi quella esoterica con alchimisti, maghi, antroposofi, teosofi, kremmerziani. Ma emerge anche un Evola viaggiatore, dadaista e dandy, elegante frequentatore dei locali “in” romani, amante delle belle donne e della “Capri pagana” dove acquistò una villa insieme con amici. Poi, la sua vita a Vienna, dove era stato ben accolto da esponenti della corrente culturale della Rivoluzione conservatrice. I suoi contatti con conservatori e con nazionalsocialisti, la perdita dell’uso degli arti inferiori causata non dal bombardamento statunitense ma, come emerge dalla cartella clinica che Scarabelli ha rinvenuto, da un errore nelle cure dei medici austriaci. E tanti altri inediti. Insomma, una vita avventurosa, segnata, nel dopoguerra, da lunghe degenze in ospedale, da persecuzioni, da arresti perché sospettato di essere l’ispiratore di gruppi rivoluzionari neofascisti, e poi le difficoltà economiche. Ma sempre, sottolinea Scarabelli, Evola è stato un intellettuale pronto a reagire alle aggressioni, ad attaccare pesantemente tramite le sue riviste anche i personaggi ben visti dal Regime. Cercava sempre uno spazio, non si sottometteva a nessuno. Altro che visione tradizionale come mito incapacitante! Andrea Scarabelli ha firmato un libro che farà epoca, destinato a essere aggiornato ma già rappresenta un punto fermo.

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