Risarcimenti per le stragi naziste? La Grecia passa per i tribunali italiani…

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La giustizia italiana chiamata a dirimere una vecchia disputa tra Grecia e Germania sui crimini nazisti. La Corte di Cassazione italiana è stata invocata per decidere su una vicenda delicata e dai risvolti internazionali: i familiari delle vittime del massacro nazista di Distomo (Grecia) potrebbero presto tentare di pignorare beni tedeschi in Italia, tra cui quelli della Deutsche Bahn. Il governo di Berlino segue il caso con attenzione, ma ribadisce di non essere direttamente coinvolto.

Il fatto storico

Nel giugno 1944, le SS compirono una strage a Distomo, villaggio greco dove furono uccise 218 persone. Da decenni i parenti delle vittime cercano giustizia e risarcimenti dalla Germania per i crimini dell’epoca nazista.Dopo aver fallito nel tentativo di ottenere l’esecuzione forzata sui beni tedeschi in Grecia, i ricorrenti si sono rivolti alla giustizia italiana. La Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto i loro diritti di proprietà sui beni tedeschi presenti sul territorio nazionale, decisione confermata di recente dalla Corte di Cassazione di Roma.

La posizione tedesca

La Deutsche Bahn (DB) aveva chiesto la sospensione dei procedimenti esecutivi in Italia, ma la Cassazione ha respinto il ricorso. L’azienda ferroviaria tedesca sottolinea però che si tratta di una sentenza interlocutoria e che il nodo centrale — la possibilità concreta di pignorare i suoi beni — dovrà essere deciso dal Tribunale di Roma in due procedimenti ancora in corso. Secondo DB, infatti, come società separata dallo Stato tedesco, non può rispondere dei debiti dello Stato stesso. Il governo federale, tramite il Ministero degli Esteri, ha fatto sapere a Der Spiegel di seguire gli sviluppi «con attenzione», senza commentare nel merito il procedimento.

Perché l’Italia?

La vicenda riapre il dibattito sui limiti della giurisdizione nazionale quando si tratta di risarcimenti per crimini di guerra commessi oltre confine, e sulle possibili conseguenze diplomatiche per l’Italia. Al momento la partita resta aperta: la Cassazione ha sbloccato una strada, ma i pignoramenti effettivi non sono ancora autorizzati. Il caso potrebbe avere ripercussioni non solo sul rapporto italo-tedesco, ma anche su futuri contenziosi internazionali legati al periodo nazista.

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