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Storia, non storie

Un vero Leone

La telefonata di Papa Leone XIV a Putin è un fatto straordinario. Ma andiamo per ordine. Nella regione ucraina di Kherson, contesa tra russi e ucraini, c’è una cittadina, Oleshky, un tempo popolosa e florida che oggi conta solo 2.000 abitanti, per lo più anziani. Questa cittadina occupata dai russi non ha elettricità, cibo e acqua e rischia una ecatombe per fame, sete e freddo. Gli aiuti ucraini non possono arrivare perché tutte le strade sono sotto controllo dei russi e quelli russi vengono colpiti dai droni ucraini.

In questa situazione Papa Leone XIV, reduce da un’operazione importante e con l’incertezza circa l’evoluzione futura della sua malattia, oggi alza il telefono e si fa chiamare l’inavvicinabile Putin, il dittatore che risponde solo a Trump, e solo quando si parla di affari, e gli chiede di concedere una tregua umanitaria e consentire di lasciar arrivare gli aiuti necessari alla sopravvivenza di 2.000 persone. Putin l’ha ascoltato con rispetto e ha garantito di interessarsi per risolvere la situazione.

Cosa succederà non lo sappiamo, ma resta il gesto di Leone XIV. Un gesto di enorme impatto umano, politico e spirituale, che mi ha ricordato il precedente del primo papa a portare quel nome. Mi riferisco a San Leone I che 452 d.C guidò una delegazione del senato romano sul Mincio a incontrare il terribile Attila che minacciava di invadere l’Italia e devastare Roma.

San Leone I fermò Attila (così almeno racconta la storia) e il suo successore oggi alza la voce chiedendo un gesto di umanità a una persona che finora ne ha dimostrata davvero poca. Mi ripeto: è un gesto destinato a restare nella storia e non a caso nessuno dei tanti talk show di oggi, venerdì 16 ottobre, l’ha ripreso, continuando a ripetere il solito bla bla politichese. Quindi evviva il Papa coraggioso e speriamo che la sua voce e il suo coraggio continuino a farsi sentire ancora a lungo. 

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