Avviso ai naviganti tra documenti, archivi ecc. ecc. L’Archivio Centrale dello Stato, con sede all’EUR, che conserva la documentazione delle amministrazioni centrali dello Stato e una infinità di archivi privati di interesse storico, cambia nome e diventa Archivio Nazionale.
Il provvedimento, che non cambia le competenze dell’istituto, è stato approvato nel mese di ottobre dalle due Camere e diventerà operativo appena sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Il dibattito sul nome è vecchio quanto l’archivio, varato con il vecchio nome con provvedimento del 1953, con cui assorbì le competenze del precedente Archivio del Regno.
A molti non piacque fin dall’inizio. Troppo burocratico e difforme da quello di istituti analoghi di altri paesi, come la Francia o gli Stati Uniti, dove prevale la denominazione di ‘archivi nazionali’. Però, pur essendo una riforma a costo zero, il nome è rimasto e, in qualche modo, era ormai associato stabilmente all’istituto dell’EUR.
Oggi si cambia sulla scia, immagino, di un uso quasi obbligatorio del termine Nazione. Parola bellissima, che ho sempre amato, anche se non trovo nulla di male, in certi casi, a usare i termini “Paese”, “Stato”, “Patria”. Dipende dai contesti, ma questo ai pappagalli è difficile spiegarlo.
Personalmente ero legato al vecchio nome per motivi affettivi, avendo lavorato e vissuto più di 40 anni in quell’Istituto. Allo stesso tempo non posso che ammettere che il nuovo nome risponde meglio alle mie corde sentimentali più profonde. Quindi bene il cambiamento, al di là delle polemiche stucchevoli che l’hanno accompagnato. Ci abitueremo.
Detto questo un paio di osservazioni scherzose. Anzitutto la sigla. L’Archivio centrale dello Stato era sintetizzato in ACS. Il nuovo Archivio Nazionale dovrebbe essere sintetizzato in AN, ma ritengo difficile, per motivi che è inutile spiegare, pensare che sia questa la conclusione.
In secondo luogo gli appuntamenti. Tra dipendenti e frequentatori l’appuntamento in archivio veniva dato dicendosi “ci vediamo al Centrale”. Mi sembra improbabile che possa trasformarsi in “ci vediamo al Nazionale”. Chi vivrà vedrà.
Però una critica ci sta. Che bisogno c’era di cambiare il nome del responsabile dell’Istituto? Fin dalla nascita è stato retto da un Sovrintendente. Un nome che lo distingueva da quello dei responsabili degli altri 80 e più archivi di Stato insediati nelle provincie, denominati direttori. Ora anche il responsabile dell’Archivio Nazionale diventa un direttore. Quindi un appello ai riformatori. Per favore, ridateci il Sovrintendente.
[foto: Maristela Possamai]



