Addio a Nico Perrone, studioso della vicenda Mattei e docente di Storia dell’America

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Il professore di Storia dell’America all’università è scomparso all’età di 91 anni. Lavorò per anni al fianco del presidente dell’Eni, di cui dopo la sua morte si occupò in numerosi libri. È stato anche un grande studioso di De Gasperi

di Lorenzo Giliberti dal Corriere della Sera del 20 settembre 2026

La Puglia piange Nico Perrone, lo storico barese che conobbe e studiò Enrico Mattei e raccontò i segreti dell’Italia repubblicana. Saggista,  giornalista e per quasi trent’anni docente dell’Università di Bari, è venuto a mancare a 91 anni. 

Nato nel capoluogo pugliese il 27 aprile 1935, all’anagrafe Nicola Carlo Perrone, lascia una lunga produzione di studi dedicati soprattutto all’Italia repubblicana, agli Stati Uniti, alle relazioni internazionali e a Enrico Mattei, figura alla quale avrebbe dedicato una parte importante della propria attività di ricerca. Con Mattei, del resto, Perrone non ebbe soltanto un rapporto da storico. Nei primi anni Sessanta lavorò all’Eni a Roma, dove era stato assunto per occuparsi delle normative straniere sul lavoro. Fu lo stesso presidente dell’ente a designarlo come esperto presso il gabinetto del ministro per la Riforma della pubblica amministrazione Giuseppe Medici e nelle commissioni interministeriali. Dopo l’Eni passò all’Efim, occupandosi di partecipazioni azionarie. Un’esperienza vissuta dall’interno delle grandi aziende pubbliche italiane che, molti anni dopo, sarebbe tornata nelle sue ricerche sull’economia e sulla politica del dopoguerra.

Prima ancora, Perrone si era laureato con lode in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Bari e aveva ottenuto borse di studio allo University College di Dublino e all’Università di Sofia. Tornato a Bari, lavorò anche nell’editoria, alla Laterza, e dal 1977 cominciò il lungo percorso accademico nell’Ateneo barese, insegnando Storia dell’AmericaStoria contemporanea e Storia moderna. Fu anche direttore dell’Istituto di storia moderna e contemporanea tra la fine degli anni ‘80 e la prima metà degli anni ‘90. L’attività universitaria lo portò ben oltre la Puglia: fu a lungo visiting professor in Danimarca, in particolare all’Università di Roskilde, e tenne attività accademiche anche a Copenaghen, Lugano e Tirana. Nel 1986, durante un soggiorno negli Stati Uniti nell’ambito dell’International Visitor Leadership Program, ricevette la cittadinanza onoraria dello Stato del Nebraska.

Ma è soprattutto il nome di Mattei a ricorrere nella sua bibliografia. Nel 1989 pubblicò “Mattei, il nemico italiano”, ricostruendo attraverso documenti anche americani i rapporti internazionali dell’uomo che aveva guida“La morte necessaria di Enrico Mattei”.  Seguirono  “Obiettivo Mattei”“Perché uccisero Enrico Mattei” e la biografia Enrico Mattei, uscita per il Mulino nel 2001 e ripubblicata nel 2012. Perrone sostenne nelle sue opere una propria interpretazione delle circostanze e del contesto internazionale della morte del presidente dell’Eni, inserendola nelle tensioni politiche ed energetiche della “Guerra fredda”.

La sua ricerca non si fermò al Novecento. Studiò De Gasperi e il rapporto fra Italia e Stati Uniti, il Risorgimento, Cavour, Garibaldi, Liborio Romano, la massoneria nel Mezzogiorno e la dottrina Monroe. Per Sellerio pubblicò De Gasperi e l’America, Il truglio e La Loggia della Philantropia; nel 2015 tornò anche sull’incontro con Leonardo Sciascia con La profezia di Sciascia. Una conversazione e quattro lettere, costruito attorno a una conversazione del 1978 e a quattro lettere dello scrittore siciliano.

Perrone continuò a studiare e pubblicare anche dopo gli ottant’anni. Nel 2018 uscì “Il processo all’agente segreto di Cavour. L’ammiraglio Persano e la disfatta di Lissa”; nel 2022 “Il realismo politico di De Gasperi” e, ancora nel 2023, a 88 anni, “Frammenti taciuti di storia germanica”.

Accanto allo storico c’era poi il giornalista. Scrisse per numerose riviste e quotidiani e collaboró a lungo con la Rai, soprattutto alla radio. Tra il 1978 e il 2006 partecipò a programmi di Radio3 e Radio2; proprio la Rai ha conservato e riproposto negli anni le sue trasmissioni dedicate a Mattei. Fondò e diresse inoltre esperienze editoriali e culturali a Bari, fino alla rivista Leonora, nata nel 2014 come spazio di dibattito politico, economico e culturale.

Una vita trascorsa fra archivi, università, giornali e libri, partendo e tornando sempre a Bari. Perrone ha continuato fino agli ultimi anni a cercare nelle carte ciò che, secondo il suo metodo, la ricostruzione più conosciuta della storia lasciava ai margini: documenti, rapporti internazionali, retroscena e passaggi meno esplorati. È questa, insieme alle generazioni di studenti incontrate nell’ateneo barese, una delle tracce più riconoscibili che lascia.

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