È stato lanciato nei giorni scorsiddal Comune di Pamplonauun concorso internazionale di architettura che dovrà trasformare il Monumento ai Caduti della città in un museo. L’intento dell’operazione è cancellare la memoria franchista e creare un memoriale dedicato al “recupero della memoria democratica” e alla “denuncia del fascismo”.
Il Monumento ai Caduti, risalente al 1942, è un tempio funebre, con funzioni di chiesa cattolica, in stile neoclassico. Fu progettato dagli architetti José Yarnoz e Victor Eusa e commemora i 4.500 soldati della Navarra, la regione di cui Pamplona è capoluogo, che durante la guerra civile spagnola morirono combattendo per i nazionalisti di Francisco Franco. Al suo interno erano anche stati sepolti diversi caduti oltre ai generali Emilio Mola e José Sanjurjo. L’interno è decorato da diversi affreschi realizzati dall’artista Ramón Stolz Viciano.
Nel 2019 l’edificio è stato donato dal vescovado al consiglio comunale, con la condizione di non rimuovere o modificare in modo permanente alcun elemento e di utilizzarlo per scopi culturali. Pertanto il Consiglio comunale di Pamplona effettuò un restauro mantenendo tutti gli elementi, pur nascondendo sia gli scudi franchisti esterni, l’iscrizione e il nome dell’edificio anteriore, sia le iscrizioni interne. Da allora è stato utilizzato episodicamente come sede espositiva temporanea, con il nome di «Sala espositiva municipale Conde de Rodezno». Nel frattempo i caduti sepolti nel tempio sono stati esumati e traslati altrove. Nel tempio non si celebra più messa.
Sull’onda della cancel culture che ha sconvolto il panorama monumentale del XX secolo spagnolo, negli anni recenti il Monumento ai Caduti è stato parzialmente “risemantizzato”: la piazza antistante è stata infatti ridenominata, nel 2015, “Plaza de la Libertad” e l’edificio stesso oggi è utilizzato come sede espositiva. Nella piazza è stato installata una statua in stile postmodernista di Jorge Oteiza intitolata “il coreano”, il cui scopo è proprio quello di fare da contrasto allo stile severo e solenne del monumento ai caduti.
Rimane forte la polemica sugli stemmi franchisti rimasti intatti per l’accordo con il Vescovado, malgrado la loro rimozione sia obbligatoria per legge in Navarra. Nel 2024 da parte di 31 associazioni è stata proposta la demolizione del monumento.
Esattamente un anno fa tuttavia il comune di Pamplona ha approvato un concorso di idee per trasformare il monumento in qualcosa di diverso. Verranno selezionate cinque idee fra quelle proposte, fra cui sarà poi scelta la vincitrice.
In ogni caso lo scopo è di una trasformazione radicale della carica simbolica del complesso monumentale. L’edificio dovrà cessare di essere un luogo di celebrazione dei caduti del 1936 e del franchismo per diventare uno spazio dedicato alla “memoria democratica”. Il futuro Museo Memorial sarà dunque inteso per dare il punto di vista repubblicano sul “Bando Nacional” (detto anche “Bando Sublevado” dai repubblicani) e su vari aspetti della politica attuale spagnola, come “l’accoglienza” e il pericolo dei “nuovi fascismi”.
Gli obiettivi del concorso, spiega la pagina web “Finestre sull’Arte” si articolano su tre livelli principali. Il primo riguarda la “disattivazione simbolica del monumento”, attraverso una nuova interpretazione dello spazio coerente con i “valori democratici e contemporanei”. Il secondo concerne la progettazione del Museo Memorial. Il terzo obiettivo è la “trasformazione della struttura simbolica del paesaggio urbano”, modificando l’urbanistica in maniera da rendere meno visibile e solenne il monumento rispetto al contesto circostante.
L’approccio adottato è quello della “memoria democratica”, ossia l’applicazione pratica dei principi wokeisti: la trasformazione fisica e simbolica dell’architettura sulla base di una analisi ideologica del passato. In questa prospettiva, il Museo Memorial si inserirà in una rete più ampia di spazi dedicati alla memoria, affiancandosi ad esempio all’Istituto Navarro della Memoria, contribuendo alla costruzione di un progetto memorialistico unitario per la città che faccia di Pamplona come “Città della Memoria” secondo i canoni dell’ideologia wokeista al momento al governo nel paese iberico.
Tra i criteri di riferimento del concorso figurano l’applicazione dei principi della Carta Internazionale dei Musei Memoriali del Comitato Internazionale dei Musei Memoriali e dei Diritti Umani, la definizione degli assi tematici principali del museo e l’adattamento del progetto agli usi e alle necessità funzionali previste. Le indicazioni contenute nel rapporto tecnico del comitato di esperti sono considerate obbligatorie, con l’eccezione degli aspetti formali dell’intervento e del modello di gestione museale, che mantengono carattere orientativo.
Dal punto di vista economico, ciascuna proposta selezionata riceverà un premio di 20.000 euro, IVA inclusa, anche dunque quelle non premiate. La valutazione delle proposte si baserà sull’obiettivo di “disattivare simbolicamente” il monumento.
Foto: By Zarateman – Own work, CC0


