Zunzunegui: «Prima della Spagna, in Messico c’era un’industria del sacrificio umano»

I più letti

Intervistato il 19 marzo 2026 dal quotidiano spagnolo ABC, lo storico messicano Juan Miguel Zunzunegui difende l’azione civilizzatrice della monarchia iberica e critica le narrazioni di revansciste.

Lo storico messicano Juan Miguel Zunzunegui (noto come “Zunzu”) torna a intervenire nel dibattito sulla Conquista del Nuovo Mondo, ribadendo le sue posizioni contro la cosiddetta “Leggenda Nera” antispagnola. Intervistato da Manuel P. Villatoro, Zunzunegui commenta le recenti dichiarazioni di re Felipe VI sugli «abusi» della Conquista, definendole sostanzialmente corrette ma incomplete senza il necessario contesto storico.

«Disse una serie di verità», afferma Zunzunegui. «Spiegò che si sviluppò una civiltà mestiza con l’arrivo della Spagna e che lo spirito di Isabella la Cattolica fu quello di promulgare leggi per proteggere gli indios. Tutto questo fu reale, come fu reale che ci furono abusi. Ma gli esseri umani sono stati prepotenti in tutta la storia dell’umanità. La differenza è che solo la Spagna si preoccupò di fare in modo che la Conquista non lo fosse oltremodo».

Juan Miguel Zunzunegui

Lo storico ricorda che la Corona emanò numerose leggi proprio per limitare gli abusi (Leggi di Burgos, Leggi Nuove) e inviò virreyes, vescovi e burocrati con lo scopo di governare in modo ordinato. «Le norme che detta un re parlano dello spirito di quel regno», sottolinea.

«Non esiste la Conquista del Messico»

Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda la narrazione della Conquista. Zunzunegui sostiene che «non esiste la Conquista del Messico perché non si può conquistare qualcosa che non esiste». Al momento dell’arrivo degli spagnoli, spiega, non esisteva un’entità politica unitaria chiamata Messico: «C’erano decine di popoli diversi che si facevano guerra tra loro. I mexicas erano solo 100.000 di fronte a milioni di nativi e opprimevano le altre città. Tenochtitlán era l’ultima grande potenza rimasta, ma la società mesoamericana era già in declino da secoli. Quella non era il Messico».

Secondo Zunzunegui, prima dell’arrivo degli spagnoli i mexicas avevano «un’industria del sacrificio umano»: «Facevano sacrifici per ogni cosa – perché sorgesse il sole, per ogni festività religiosa – estraendo circa 10.000 cuori all’anno. Poi mangiavano un pezzo della coscia della vittima e gettavano il corpo giù dalle scale».

Proprio per questo, afferma lo storico, «tutti i popoli oppressi si allearono con Hernán Cortés contro Moctezuma». Il Messico moderno sarebbe quindi nato dalla vittoria comune contro gli aztechi e dalla successiva fusione tra spagnoli e indigeni.

Il ruolo positivo della Chiesa e della Corona

Zunzunegui mette in evidenza il contributo dei religiosi francescani, in particolare i “Dodici Apostoli” arrivati nel 1524, che impararono il náhuatl, compilarono dizionari e grammatiche e cercarono di evangelizzare per convinzione e non con la forza. «Fondarono università accessibili anche agli indios, collegi dove la nobiltà locale imparava lo spagnolo e il latino, promossero arte, musica, scultura e pittura. Ci fu un processo di trasmissione culturale che nessun altro ha fatto nella storia dell’umanità», dichiara.

Lo storico conclude affermando che la Spagna realizzò «la più grande impresa civilizzatrice della storia dell’umanità»: nel giro di pochi decenni costruì oltre cento città, ospedali, acquedotti e una società mista che vide la collaborazione tra decine di migliaia di spagnoli e milioni di indigeni.

Critica alla presidente messicana

Zunzunegui critica duramente la presidente messicana Claudia Sheinbaum, accusandola di alimentare un discorso di «vendetta senza fondo» per motivi politici: «Se domani Felipe VI chiamasse uno per uno tutti i giornali di Spagna, non le basterebbe. Quello che cerca è generare conflitto». L’articolo di ABC sottolinea come Zunzunegui, da anni impegnato a combattere le narrazioni ideologiche sulla Conquista, continui a difendere l’idea di una storia condivisa tra Spagna e America Latina, basata sulla verità piuttosto che sulla colpa o sulla vendetta.

Foto: un fotogramma dal film “Apocalypto”

- Advertisement -

Ultimi articoli

Aldo Moro e la politica italiana verso il Medio Oriente

di Giordana Terracina da StartMag del 17 marzo 2026 Non è certo una scelta originale soffermarsi il 16 marzo, giorno...
- Advertisement -

Articoli simili