La Basilica di Vitruvio a Fano (PU), descritta da Marco Vitruvio Pollione (80 a.C. – 15 d.C. circa) stesso nel suo De Architectura come l’unico edificio di cui curò personalmente la realizzazione (“conlocavi curavique”), è stata finalmente identificata con certezza archeologica.

Si tratta di un ritrovamento di enorme importanza mondiale, annunciato a gennaio 2026 dal ministro della Cultura Alessandro Giuli durante una conferenza stampa a Fano. Gli scavi (iniziati per la ripavimentazione di piazza Andrea Costa, finanziati dal PNRR) hanno portato alla luce cinque colonne in pietra arenaria (diametro ≈1,47–1,50 m, altezza stimata ≈15 m), disposte con allineamenti e proporzioni che corrispondono esattamente alle prescrizioni tecniche di Vitruvio per la sua basilica augustea del I secolo a.C.
L’edificio aveva pianta rettangolare con colonnato perimetrale (8 colonne sui lati lunghi, 4 sui brevi), ordine gigante a due piani, e serviva per l’amministrazione della giustizia e gli affari pubblici. Le colonne erano addossate a pilastri e paraste.
Dopo secoli di ipotesi, ricostruzioni teoriche e falsi allarmi (tra cui i ritrovamenti sotto Sant’Agostino o sotto una casa nel 2023), questa è la prima corrispondenza puntuale tra la descrizione scritta di Vitruvio e i resti fisici. Il ministro Giuli ha definito la scoperta epocale: un “prima e dopo” per l’archeologia, l’architettura e la storia di Fano, paragonabile alla Scuola di Pitagora a Crotone, e ha sottolineato che Fano diventa il “cuore della più antica sapienza architettonica occidentale”.
Il ritrovamento corona 30 anni di studi del professor Paolo Clini (Università Politecnica delle Marche e Centro Studi Vitruviani), che già nel 2013 aveva ipotizzato proprio piazza Andrea Costa come ubicazione esatta. Clini considera Vitruvio, nativo di Fano, autore di diverse sue opere pubbliche (mura, Tempio di Giove, teatro, ponti sulla Flaminia), rendendo Fano l’unica città al mondo pianificata interamente dal grande architetto romano.


