Mel Gibson svela un nuovo progetto TV sul Grande Assedio di Malta

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Mel Gibson ha annunciato il progetto di portare sul piccolo schermo il Grande Assedio di Malta del 1565. In una recente intervista con Movieweb.com Gibson ha parlato del suo profondo interesse per questa storia, che vede un piccolo contingente di cavalieri e cittadini maltesi respingere eroicamente una forza ottomana di gran lunga superiore in numero e potenza di fuoco.

Gibson è stato a Malta a settembre alla ricerca di location per il sequel di La Passione di Cristo, e ha avuto anche un incontro con il primo ministro maltese Robert Abela. Gibson ha suscitato molta eccitazione quando ha detto a Movieweb che non era l’unico progetto a cui stesse lavorando.

“Sto anche lavorando a una miniserie televisiva sull’assedio di Malta, che è una storia incredibile, e c’è solo un posto dove filmarlo: a Malta. Perché è lì che è successo, in queste fortezze dove 700 cavalieri difesero Malta da un assalto turco e Solimano inviò 40.000 uomini e navi e i cavalieri vinsero. E’ una storia davvero folle e fantastica”.

Il Grande Assedio, un punto critico nella storia europea e mediterranea, ebbe luogo quando l’Impero Ottomano, sotto il sultano Solimano il Magnifico, tentò di impadronirsi dell’isola strategicamente importante di Malta – e fallì.

Lo scontro tra l’Impero ottomano di Solimano il Magnifico e i Cavalieri di San Giovanni guidati dal Gran Maestro Jean Parisot de la Valette fu epico. Dal 18 maggio al 8 settembre, circa 40-50.000 turchi assediarono l’isola difesa da soli 6-9.000 uomini (Cavalieri, soldati spagnoli/italiani e milizia maltese). I difensori resistettero per quasi quattro mesi in condizioni disperate: fame, sete, ferite e bombardamenti continui.

L’eroismo più leggendario fu la difesa di Forte Sant’Elmo: per un mese (fino al 23 giugno) i 1.500 difensori respinsero assalti furiosi, infliggendo perdite enormi (oltre 8.000 turchi) nonostante fossero in inferiorità schiacciante. Quasi tutti morirono, ma il loro sacrificio ritardò di settimane l’attacco principale, logorando il nemico.

A Birgu e Senglea i combattimenti furono altrettanto feroci: i Cavalieri e i maltesi respinsero assalti di massa, usarono mine, fuoco greco e corpo a corpo, con il Gran Maestro stesso (71 anni) che si gettò nella mischia per dare esempio. I maltesi mostrarono coraggio straordinario: donne, contadini e monaci combatterono fianco a fianco, sabotando gli assalti turchi con astuzia e tenacia. L’arrivo di un piccolo soccorso spagnolo a settembre costrinse i turchi, esausti e decimati (circa 25-30.000 perdite), a ritirarsi. La vittoria fu celebrata in tutta Europa come trionfo della fede e dell’eroismo contro l’impossibile, segnando il tramonto dell’espansione ottomana nel Mediterraneo occidentale.

I Cavalieri e i Maltesi erano certi di lottare per la sopravvivenza del cristianesimo stesso. Il Gran Maestro La Valette pregava spesso davanti all’icona bizantina di Nostra Signora di Damasco, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria per proteggerli. Oggigiorno i pellegrini venerano e pregano davanti a questa stessa icona nella chiesa greco-cattolica di La Valletta.

Foto: By Greg2600 – Hacksaw Ridge Cast, CC BY-SA 2.0

Inserito su storiainrete.com il 5 gennaio 2026

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