Home XX secolo Togliere il nome del generale Cadorna dalle strade?

Togliere il nome del generale Cadorna dalle strade?

La difesa della storia d’Italia oramai ridotta agli espedienti: di fronte al pervicace odio verso il passato di chi non riesce ad uscire dall’eterno presente, già la città di Udine ha pensato bene di cancellare la piazza dedicata a Luigi Cadorna. In questa coppia di lettere Sergio Romano, già ambasciatore italiano in Unione Sovietica, storico ed editorialista del “Corriere della Sera”, propone una soluzione di ripiego: cambiare il nome delle strade dedicate a Luigi Cadorna con un generico riferimento alla dinastia di militari che porta quel cognome, unendo così (come è già stato fatto a Firenze) in un generico “Via dei Cadorna” tanto Raffaele senior (protagonista dell’unità d’Italia e della guerra al brigantaggio), Luigi (comandante italiano dal 1915 al 1917) e Raffaele iunior (comandante di divisione durante la Seconda guerra mondiale e poi del CVL durante la resistenza). Dei motivi per i quali Luigi Cadorna merita d’essere ricordato nel marmo delle targhe toponomastiche, invece, “Storia in Rete” ha già avuto modo di parlare sui numeri 69-70 e 71 (SiR)

Ricordo dei Cadorna (Dal “Corriere della Sera” del 7 marzo 2015)
Caro Romano, mio nonno ha combattuto sull’Ortigara, e mi ha raccontato gli assalti dal basso in alto, petti nudi contro le mitragliatrici. Ho visitato più volte quelle trincee. Ho visto il punto esatto da cui i nostri reparti partivano, e le postazioni nemiche che dovevano conquistare. Solo un comandante folle, in totale disprezzo dei suoi soldati, può dare ordini del genere. Ho fatto nascere una discussione sui giornali delle Tre Venezie, per far togliere il nome di Cadorna dalle strade e dalle piazze. La prima città ad aderire è stata Udine, ha convocato subito un consiglio comunale, che a stragrande maggioranza ha sostituito il nome di piazzale Cadorna con piazzale Unità d’Italia. È un gesto importante, perché Udine è la città nella quale Cadorna aveva posto il suo Comando. Non è stata una spesa enorme: pochi euro, ma una vergogna di meno.
Ferdinando Camon Padova

La sua lettera mi ha ricordato i racconti di mio padre che studiava a Udine nel 1916 e s’imbatteva spesso nel comandante supremo quando faceva le sue passeggiate in città. Quanto al cambiamento delle targhe, posso suggerire un compromesso? Le vie e le piazze intitolate a Luigi potrebbero diventare «dei Cadorna». Il padre di Luigi comandò i bersaglieri alla presa di Porta Pia nel settembre 1870, e suo figlio Raffaele fu comandante del Corpo volontari della Libertà dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Salvare i Cadorna (Dal “Corriere della Sera” del 10 marzo 2015)
Caro Romano, in merito a quanto da lei risposto al lettore che ha proposto la cancellazione del nome del generale Luigi Cadorna dalle strade e dalle piazze d’Italia, vorrei fare presente che a Firenze, vicino alla mia dimora, esiste il viale dei Cadorna.
Antonino Genovese, nino.genovese@gmail.com

Esiste quindi un precedente che altri potrebbero imitare, magari cominciando da Udine.

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4 Commenti

  1. Il generale Luigi Cadorna è vissuto in un’epoca in cui morire in guerra pe la Patria, sacrificarsi e offrire il petto al nemico anche in azioni rischiose e arrischiate era considerato normale e anzi doveroso. Tra lui e il figlio Raffaele già esiste una cesura, in quanto il padre mai avrebbe accettato l’armistizio. Di conseguenza il primo a voler essere tolto dalle piazze dell’Italia di oggi sarebbe proprio lui, ragion per cui gli udinesi gli hanno fatto semplicemente un favore.
    Del resto non c’è che l’imbarazzo della scelta nel trovare “luminosi” nomi del presente da sostituire a un uomo del passato che non ha nulla da spartire con questa Italia che al nemico offre costantemente le spalle più che il petto, e nella quale certamente né Cadorna nè i suoi soldati e ufficiali si riconoscerebbero.
    Maria Cipriano

  2. Solo chi non ha avuto direttamente vittime o lutti,a causa del comportamento criminale di Luigi Cadorna può difenderlo o ricorrere contro la giusta decisione di dimenticare “il macellaio”come lo chiamavano tutti a quel tempo.

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